La skincare coreana nasce dalla stratificazione: ecco perché i 10 passaggi hanno un ordine preciso
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a skincare coreana nella sua versione completa è composta da 10 passaggi, organizzati secondo una sequenza precisa che parte dalla detersione e arriva progressivamente ai prodotti più idratanti e strutturati. È proprio questa stratificazione ad aver reso la routine K-Beauty riconoscibile in tutto il mondo.
Olio detergente, detergente a base acquosa, esfoliazione, maschere, toner, essence, siero, contorno occhi e crema non vengono applicati casualmente: ogni fase prepara la pelle a quella successiva, costruendo gradualmente la routine dal prodotto più leggero a quello più corposo.
Questo articolo nasce proprio per chi vuole conoscere come si esegue la skincare coreana completa secondo il famoso rituale in 10 step, capire a cosa serve ogni passaggio, in quale ordine applicare i prodotti e come scegliere le formule più adatte al proprio tipo di pelle.
La parte più interessante, però, non è semplicemente arrivare fino al decimo prodotto. È capire che funzione svolge ogni fase e perché detersione, idratazione e stratificazione rappresentano il cuore di questa routine.
Se volete provare la skincare coreana nella sua forma completa, partiamo quindi dall’inizio: ecco i 10 passaggi, uno per uno, e come eseguirli correttamente.
1. Olio detergente: la prima fase della doppia detersione
La skincare coreana inizia con un cleansing oil o un balm detergente, utilizzato soprattutto la sera per sciogliere makeup, protezione solare e residui liposolubili.
Il prodotto va massaggiato delicatamente sul viso asciutto, senza sfregare con forza. Dopo qualche secondo si aggiunge un po’ d’acqua per emulsionarlo e si procede con il risciacquo.
È la prima parte della famosa doppia detersione coreana, uno dei passaggi più caratteristici della K-Beauty.
Personalmente preferisco detergenti oleosi formulati appositamente per il viso, perché emulsionano meglio rispetto all’utilizzo di un semplice olio vegetale puro.
2. Detergente in mousse
Dopo la fase oleosa arriva il secondo detergente.
Può essere una mousse, un gel o una crema detergente, scelti in base alle esigenze della pelle.
Il suo compito è completare la detersione e rimuovere eventuali residui lasciati dal primo passaggio, senza lasciare il viso teso o eccessivamente asciutto.
Uno degli aspetti che considero più importanti è proprio la sensazione dopo il risciacquo: la pelle dovrebbe essere pulita, ma ancora morbida.
La prima e la seconda fase insieme costituiscono la doppia detersione.
3. Esfoliazione viso
Il terzo passaggio della skincare coreana completa è l’esfoliazione.
Può essere effettuata attraverso:
- esfolianti enzimatici;
- AHA, BHA o PHA;
- scrub meccanici, se ben tollerati.
Questa fase serve a migliorare la texture superficiale della pelle e a rimuovere parte delle cellule cornee che possono renderla più ruvida e opaca.
Non considero però necessario esfoliare il viso tutti i giorni. La frequenza deve rispettare il tipo di pelle e gli altri attivi presenti nella routine.
Una pelle sottile, sensibile, molto secca o che utilizza già retinoidi e acidi necessita di maggiore attenzione.
4. Maschera purificante
Nella versione completa della skincare coreana troviamo anche la maschera purificante, spesso formulata con argille.
Può essere particolarmente utile quando sono presenti:
- zona T molto lucida;
- accumuli di sebo;
- pori visivamente evidenti;
- pelle mista o oleosa.
Su una pelle mista preferisco applicarla soprattutto sulle zone che ne hanno realmente bisogno, evitando di coprire inutilmente le aree più secche.
Per la pelle secca o molto disidratata questa fase può essere eseguita molto più raramente.
Una maschera all’argilla dovrebbe lasciare la pelle pulita e uniforme, non tesa o arrossata.
5. Tonico viso
Con il tonico entriamo nella parte della routine maggiormente dedicata all’idratazione per strati.
I toner coreani sono spesso molto diversi dai vecchi tonici astringenti: possono avere una texture acquosa o leggermente più corposa e contenere sostanze come:
- glicerina;
- betaina;
- pantenolo;
- acido ialuronico;
- centella asiatica;
- beta-glucano.
Si applicano con le mani, tamponandoli delicatamente su viso, collo e décolleté.
È il primo passaggio che prepara la pelle alla successione di essence e sieri.
6. Essence: uno degli step simbolo della K-Beauty
L’essence è uno dei prodotti più riconoscibili della skincare coreana.
Possiamo immaginarla come una formulazione collocata tra tonico e siero: generalmente più strutturata rispetto a un toner, ma più fluida di molti sieri.
Può avere una texture:
- acquosa;
- leggermente viscosa;
- lattiginosa.
Il suo ruolo cambia in base alla formula, ma viene spesso utilizzata per aggiungere idratazione e sostanze funzionali prima dei prodotti più concentrati.
Si applica con le mani e si distribuisce delicatamente sul viso.
7. Siero viso
Il siero rappresenta uno dei passaggi più mirati della routine.
È qui che possiamo scegliere gli attivi in base alle esigenze della pelle.
Pelle disidratata
Possiamo cercare glicerina, acido ialuronico, pantenolo o beta-glucano.
Pelle mista o oleosa
Niacinamide, centella asiatica e texture leggere possono essere particolarmente interessanti.
Colorito poco uniforme
Niacinamide, vitamina C o acido tranexamico possono trovare spazio all’interno di una routine ben costruita.
Pelle matura
Peptidi, retinoidi, antiossidanti e ingredienti idratanti possono completare la skincare.
Non serve scegliere il siero più concentrato: serve scegliere quello più coerente con ciò di cui la pelle ha realmente bisogno.
8. Maschera in tessuto
La sheet mask è probabilmente uno dei prodotti più iconici della K-Beauty.
È una maschera in tessuto impregnata di una formula ricca di ingredienti idratanti e sostanze funzionali.
Va applicata sul viso e lasciata in posa secondo le indicazioni del prodotto, generalmente per alcuni minuti.
Una volta rimossa, il residuo può essere distribuito delicatamente sulla pelle.
Nella mia esperienza, le maschere in tessuto sono particolarmente piacevoli quando il viso appare disidratato, spento o meno morbido.
Il risultato è principalmente cosmetico: pelle più idratata, luminosa e visivamente distesa.
9. Crema contorno occhi
La skincare coreana dedica molta attenzione anche alla zona perioculare.
La crema contorno occhi può aiutare soprattutto a mantenere quest’area morbida e ben idratata, qualità importanti perché la pelle intorno agli occhi è sottile e può mostrare facilmente i segni della disidratazione.
Il prodotto va applicato in piccola quantità , con movimenti molto delicati.
Non è necessario massaggiare energicamente né aspettarsi che una crema possa cancellare rughe profonde o occhiaie legate a cause strutturali.
Una buona formulazione può però migliorare l’aspetto della zona e rendere meno evidenti le piccole linee di disidratazione.
10. Crema viso: l’ultimo passaggio della routine serale
La crema conclude la skincare coreana della sera.
Dopo avere applicato prodotti progressivamente più leggeri, la crema aiuta a mantenere l’idratazione apportata dai passaggi precedenti.
La texture deve essere scelta in base alla pelle.
Pelle secca
Può preferire formule con ceramidi, squalano e una maggiore componente lipidica.
Pelle mista
Una gel-crema può risultare più piacevole.
Pelle grassa
Può scegliere texture leggere, senza eliminare necessariamente questo passaggio.
La crema va distribuita delicatamente su tutto il viso, senza bisogno di movimenti particolari.
E al mattino? La routine termina con SPF50
La struttura tradizionale in 10 passaggi nasce soprattutto come rituale serale, ma al mattino c’è un prodotto che considero imprescindibile: la protezione solare SPF50.
Se lavoriamo quotidianamente su luminosità , uniformità e prevenzione dei segni del tempo, la fotoprotezione deve avere un ruolo centrale nella routine.
La skincare coreana va bene per tutti i tipi di pelle?
Il protocollo può essere adattato a ogni tipo di pelle, ma prodotti, texture e frequenza dei singoli passaggi devono cambiare.
Una pelle secca potrà apprezzare maggiormente essence, sheet mask e creme più strutturate.
Una pelle mista dovrà trovare equilibrio tra zone più oleose e aree che tendono alla disidratazione.
Una pelle grassa non ha bisogno che tutti e dieci i prodotti siano orientati al controllo del sebo.
Una pelle sensibile, invece, richiede ancora più attenzione nella scelta di esfolianti e maschere.
Considerazioni finali: conoscere i 10 passaggi serve anche a capire meglio la propria pelle
La skincare coreana completa è un rituale di 10 passaggi, ed è proprio questa struttura ad averla resa famosa in tutto il mondo.
Conoscerla significa capire la logica con cui i prodotti vengono stratificati: prima si deterge, poi si lavora sulla texture, successivamente si introducono progressivamente idratazione e trattamenti mirati, fino alla crema finale.
Quello che considero più importante, dopo oltre quindici anni di esperienza, è però imparare a riconoscere quale funzione svolge ciascun passaggio.
Potete eseguire il rituale completo quando desiderate vivere la skincare nella sua forma tradizionale oppure modulare frequenza e prodotti in base alle esigenze del momento.
Il punto non è applicare dieci cosmetici senza sapere perché. È conoscere i dieci step abbastanza bene da sapere esattamente cosa state mettendo sulla pelle e quale ruolo svolge ogni prodotto nella routine.
Box consigli extra MEI Skincare — I 10 passaggi vanno adattati alla pelle
Se la pelle è molto secca, disidratata o tende facilmente a tirare, lo step della maschera viso in crema all’argilla può essere tranquillamente saltato. Non ha senso inserire un passaggio purificante se, in quel momento, la pelle ha soprattutto bisogno di idratazione e di mantenere integra la propria barriera cutanea.
In alternativa, potete scegliere una maschera viso in crema senza argille, formulata con ingredienti idratanti e lenitivi, soprattutto se desiderate mantenere il rituale completo senza aggiungere un prodotto troppo assorbente.
Il principio da ricordare è semplice: rispettare la struttura della routine, ma adattare prodotti e frequenza alle reali esigenze della pelle.



