In inverno la pelle cambia, e il beta-glucano merita molta più attenzione di quanta ne riceva. Accanto all’acido ialuronico, può diventare un ingrediente prezioso quando la pelle tende a seccarsi, tirare o perdere morbidezza. Capire come funziona, quali benefici può offrire e in quali formule cercarlo può cambiare il modo in cui costruite la skincare nei mesi freddi.
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e ogni inverno vi ritrovate ad aumentare sieri e creme senza riuscire a mantenere la pelle morbida per tutta la giornata, il problema potrebbe non essere la quantità di prodotti che utilizzate. Spesso manca un equilibrio tra sostanze umettanti, capaci di sostenere l’idratazione dello strato corneo, e una componente lipidica sufficientemente ricca da limitarne la dispersione.
Il beta-glucano entra proprio in questo quadro. È meno popolare dell’acido ialuronico, ma può trovare molto spazio nelle routine dedicate a pelle secca, disidratata e sensibile. Nei prossimi articoli approfondirò anche i migliori prodotti con beta-glucano e acido ialuronico, sia quando i due ingredienti si trovano nella stessa formula sia quando ha più senso distribuirli in passaggi differenti della skincare.
Prima, però, vale la pena capire cosa aspettarsi realmente.
Indice
- Che cos’è il beta-glucano
- Perché può essere utile sulla pelle secca
- Beta-glucano e acido ialuronico insieme
- Come riconoscerli nell’INCI
- Perché la crema resta fondamentale
- Burro di karité e cacao nella routine invernale
- Routine mattina e sera
Che cos’è il beta-glucano e perché se ne parla sempre di più nella skincare?
I beta-glucani sono polisaccaridi che possono derivare da fonti diverse, tra cui avena, lieviti e funghi. Nella skincare vengono utilizzati soprattutto all’interno di formulazioni orientate all’idratazione, alla morbidezza e alla sensazione lenitiva.
Non tutti i beta-glucani sono identici: origine, struttura, concentrazione e prodotto finito possono modificarne molto il comportamento sulla pelle.
Per questo non vi consiglio di fermarvi al nome dell’ingrediente. Un buon prodotto al beta-glucano va sempre letto nella sua formulazione completa.
Perché il beta-glucano può essere utile sulla pelle secca e disidratata?
Il suo interesse non deriva da un’unica funzione.
Aiuta a mantenere l’acqua nello strato corneo
Il beta-glucano può svolgere un’azione umettante, contribuendo a mantenere l’acqua negli strati superficiali della pelle.
Su una pelle disidratata questo può tradursi in maggiore morbidezza e minore sensazione di tensione, soprattutto quando la formula è ben costruita.
Può lasciare un film leggero sulla pelle
Una delle caratteristiche che rende alcune formule al beta-glucano particolarmente piacevoli è la capacità di lasciare sulla pelle una sensazione leggermente più avvolgente rispetto ad alcuni sieri acquosi con formulazioni molto essenziali.
Questo non equivale a “sigillare” completamente l’acqua, ma può contribuire a mantenere più a lungo la sensazione di pelle morbida.
Può essere interessante anche quando la pelle è sensibile
Il beta-glucano compare spesso accanto a pantenolo, glicerina, centella asiatica, ectoina o ceramidi nelle formule pensate per una pelle più delicata.
Non perché curi sensibilità o rossori, ma perché si presta bene a prodotti in cui l’obiettivo è idratare senza sovraccaricare la pelle con trattamenti troppo intensi.
Beta-glucano e acido ialuronico: perché non dovete scegliere per forza
L’acido ialuronico rimane uno degli ingredienti più utili e versatili della skincare idratante.
Lo troviamo in forme differenti, come Sodium Hyaluronate, Hydrolyzed Hyaluronic Acid o Hyaluronic Acid, e il suo ruolo principale è legato alla capacità di contribuire al mantenimento dell’acqua nello strato corneo.
Il beta-glucano può affiancarlo molto bene.
Non parlerei quindi di quale sia “migliore”. Trovo molto più utile chiedersi come costruire una formula o una routine capace di sfruttare entrambi senza trasformare il viso in una sequenza infinita di sieri.
Possono trovarsi nello stesso prodotto oppure in passaggi diversi: per esempio beta-glucano in un’essence e acido ialuronico nel siero.
Conta il risultato finale sulla pelle, non quanti ingredienti riuscite ad accumulare.
Come riconoscere beta-glucano e acido ialuronico nell’INCI?
Quando leggete una lista ingredienti, il beta-glucano compare generalmente come:
Beta-Glucan
Per l’acido ialuronico, invece, potete incontrare denominazioni differenti, tra cui:
- Sodium Hyaluronate
- Hyaluronic Acid
- Hydrolyzed Hyaluronic Acid
- Sodium Acetylated Hyaluronate
La presenza nell’INCI vi dice che l’ingrediente è presente, ma non vi permette di dedurne automaticamente la percentuale né l’efficacia del prodotto finito.
Guardate anche cosa lo accompagna.
Pantenolo, betaina ed ectoina possono completare la parte umettante; ceramidi, squalano, trigliceridi, oli e burri diventano invece particolarmente importanti quando la pelle è anche secca.
Pelle secca e pelle disidratata: qui cambia tutta la routine
Una pelle disidratata ha principalmente bisogno di acqua e può essere anche mista o grassa.
La pelle secca, invece, presenta una componente lipidica più ridotta e tende più facilmente a diventare ruvida, poco morbida e tesa.
Potete avere entrambe le condizioni nello stesso momento.
Ed è proprio qui che nasce uno degli errori più comuni: continuare ad aggiungere sieri umettanti a una pelle che, oltre all’acqua, sta chiedendo lipidi.
Se il problema è anche lipidico, beta-glucano e acido ialuronico da soli non possono sostituire una crema ben formulata.
La crema è il passaggio che completa davvero il lavoro
Se durante l’inverno la pelle torna a tirare poche ore dopo la skincare, guarderei con attenzione soprattutto la crema.
Per una pelle secca può essere utile cercare formule che contengano, oltre agli umettanti:
- ceramidi;
- squalano;
- trigliceridi;
- oli vegetali;
- burro di karité;
- burro di cacao.
Non devono comparire tutti insieme nella formulazione.
Quello che serve è una formula capace di affiancare alla parte acquosa e umettante una componente lipidica adeguata alla vostra pelle.
Burro di karité e burro di cacao: quando possono fare la differenza
Il burro di karité è particolarmente utile nelle creme per pelle secca perché aggiunge lipidi e contribuisce a mantenere la superficie cutanea morbida e meno tesa.
Il burro di cacao ha generalmente una consistenza più ricca e può essere molto piacevole nelle formulazioni destinate alle zone che tendono a seccarsi maggiormente.
Non sono però ingredienti da cercare obbligatoriamente in ogni prodotto. Se avete una pelle mista, una formula molto ricca potrebbe risultare eccessiva.
La chiave è la proporzione: beta-glucano e acido ialuronico lavorano soprattutto sul versante dell’idratazione; burri, squalano e altri lipidi aiutano a completare la routine quando la pelle ha bisogno anche di maggiore protezione dalla perdita d’acqua.
Come costruire una skincare invernale completa
Mattino
- Detersione delicata.
- Essence o toner con beta-glucano.
- Siero con acido ialuronico oppure una formula che contenga entrambi.
- Crema con una componente lipidica adeguata.
- SPF50.
Sera
- Detersione semplice o doppia se dovete rimuovere makeup.
- Toner o essence idratante del mattino.
- Siero con beta-glucano e/o acido ialuronico.
- Crema con ceramidi, squalano, burro di karité, burro di cacao o altri lipidi adatti alla vostra pelle.
Non serve avere beta-glucano in ogni passaggio. Un prodotto ben formulato è sufficiente se il resto della routine completa ciò che manca.
Per concludere: la soluzione non è inseguire l’idratante più potente
Quando una pelle diventa più secca con il freddo, non ha necessariamente bisogno di un altro siero. Ha bisogno che acqua e lipidi trovino finalmente il giusto equilibrio all’interno della routine.
Beta-glucano e acido ialuronico possono essere una combinazione molto interessante proprio perché lavorano sul mantenimento dell’idratazione con caratteristiche differenti. Se però la pelle è realmente secca, la crema deve fare la sua parte.
Ed è qui che burro di karité, burro di cacao, ceramidi, squalano e trigliceridi possono completare ciò che gli umettanti da soli non riescono a fare.
Se in inverno la pelle continua a tirare nonostante il siero, non cercate subito un ingrediente più potente: cercate ciò che manca all’intera routine.
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