Sembrano fare la stessa cosa, ma sulla pelle non si comportano esattamente allo stesso modo
Un siero punta sull’acido ialuronico, quello accanto sull’acido poliglutammico. Entrambi promettono morbidezza e un aspetto più rimpolpato. Se aiutano a trattenere acqua, quale conviene scegliere?
L’acido ialuronico è un umettante conosciuto e studiato; il poliglutammico è un polimero idrofilo interessante anche per il film idrolipidico cutaneo che contribuisce a mantenere l’idratazione nella parte più esterna della pelle.
La differenza non riguarda soltanto l’acqua che possono legare: contano la formulazione completa e le esigenze della vostra pelle.
Premessa: questo articolo entra un po’ più nel dettaglio. Non c’è marketing, quindi non troverete risposte banali: le differenze tra questi due attivi sono sottili ma fondamentali per la salute della barriera cutanea. Vi consiglio una lettura calma e attenta per capire quale scegliere in modo davvero consapevole. Buona lettura.🩵
In questo articolo vedremo:
- Acido ialuronico e poliglutammico: le differenze
- Quale idrata di più e come scegliere
- Si possono usare insieme?
- Come inserirli nella routine
- Pelle umida e pilling: cosa sapere
- Approfondimenti MEI Skincare
Acido ialuronico: perché rimane uno degli idratanti più utilizzati nella skincare
Naturalmente presente nell’organismo, l’acido ialuronico, o HA, viene utilizzato nei cosmetici per le sue proprietà umettanti: aiuta a legare e mantenere acqua nello strato corneo.
La pelle può apparire più morbida, elastica e visivamente rimpolpata, con piccole linee di disidratazione meno evidenti.
Nell’INCI potete incontrare forme e derivati differenti:
- Hyaluronic Acid;
- Sodium Hyaluronate;
- Hydrolyzed Hyaluronic Acid;
- Sodium Hyaluronate Crosspolymer;
- Sodium Acetylated Hyaluronate.
Forme e pesi molecolari influenzano il comportamento dell’attivo, ma contarli non permette di prevedere il risultato. Un INCI con otto forme di acido ialuronico non è necessariamente migliore di una formula ben costruita che ne contiene una sola.
Acido poliglutammico: perché è diventato così interessante
Il Polyglutamic Acid, abbreviato PGA, è un polimero formato da unità di acido glutammico. Nella skincare viene impiegato per le proprietà umettanti e filmogene, che possono favorire idratazione, morbidezza e un aspetto temporaneamente più levigato.
Il film sottile che forma sulla parte più esterna della pelle può contribuire a limitare la perdita d’acqua. L’entità di questo effetto dipende però dalla formula: non equivale a una riparazione della barriera ottenuta dal solo ingrediente.
Non è un esfoliante, nonostante la parola “acido”, e non va scelto pensando che agisca più in profondità dell’ialuronico.
Quale dei due trattiene meglio l’idratazione?
Il risultato dipende da concentrazione, forma utilizzata, veicolo cosmetico, altri umettanti, componenti lipidici, emollienti e ingredienti filmogeni o occlusivi. Conta anche la condizione iniziale della pelle.
L’ acido ialuronico è apprezzato soprattutto come umettante; il PGA offre un’interessante componente filmogena. Questi ruoli, però, si sovrappongono: anche l’ acido ialuronico può formare un film, mentre il PGA possiede capacità umettanti.
I dati ottenuti su una materia prima non bastano a prevedere quanto idraterà qualsiasi siero che la contiene.
Nella pratica, la domanda giusta non è quale sostanza leghi più acqua, ma quale riesca a mantenere la pelle idratata più a lungo.
Quando sceglierei l’acido ialuronico
Pelle disidratata
Lo prenderei in considerazione quando la pelle tira, appare poco elastica o presenta piccole linee di disidratazione. Un prodotto con acido ialuronico può inserirsi facilmente nella routine, accompagnato dalla crema quando necessaria.
Pelle mista o grassa
Una pelle grassa può essere anche disidratata. L’acido ialuronico si presta a formule acquose o gel, ma la consistenza e l’eventuale presenza di oli dipendono dal prodotto completo.
Routine stratificate
L’acido ialuronico può essere presente in sieri, essence e creme, trovando posto in diversi passaggi della routine. Conta che le formule si combinino bene tra loro e con SPF e makeup, senza dover aggiungere un prodotto dedicato se quelli che utilizzate mantengono già la pelle ben idratata.
Quando sceglierei l’acido poliglutammico
Pelle molto disidratata
Può essere interessante in formule che associano diversi umettanti, seguite da una crema adeguata. Valuterei soprattutto come si mantiene la pelle nelle ore successive.
Pelle secca
Il PGA è un possibile complemento, ma la pelle secca non ha bisogno soltanto di umettanti. Ceramidi, squalano, trigliceridi e altri emollienti possono rendere la routine più adatta alle sue esigenze.
Prima del makeup
Una formula con PGA può lasciare la pelle più morbida e uniforme nell’aspetto. L’effetto sotto il fondotinta dipende dall’abbinamento: non tutti i prodotti funzionano come primer.
Acido ialuronico e acido poliglutammico si possono usare insieme?
Sì, non esiste un’incompatibilità generale tra i due attivi. Possono svolgere funzioni complementari, anche nello stesso cosmetico.
Un unico siero o crema con entrambi
È la soluzione più semplice se desiderate provarli insieme.
Siero all’acido ialuronico e crema o essence con PGA
L’abbinamento può avere senso quando i prodotti fanno già parte della vostra routine, seguendo l’ordine indicato dalle rispettive consistenze e istruzioni.
Due sieri separati
Costruire una routine con entrambi può essere interessante: io l’ho fatto e ho percepito la pelle molto ben idratata. È un abbinamento che ho apprezzato, pur considerando il risultato dell’intera routine, comprese le creme utilizzate. Non occorre però aggiungere più prodotti se quelli che usate rispondono già alle esigenze della vostra pelle.
L’errore più comune: pensare che un umettante basti sempre da solo
Legare acqua è soltanto una parte della gestione dell’idratazione. Se la pelle è molto secca o la barriera è in difficoltà, il siero potrebbe non bastare.
Una crema con ceramidi, colesterolo, squalano, trigliceridi o altri emollienti può completare la routine. Non devono essere presenti tutti: conta l’equilibrio della formulazione.
Acido ialuronico e poliglutammico possono aiutare lo strato corneo a mantenersi idratato, ma non sostituiscono automaticamente la componente lipidica di cui una pelle secca può avere bisogno.
La routine idratante: come inserirli senza complicare tutto
Mattino
- Detersione delicata.
- Milk Toner o essence idratante.
- Siero con ialuronico, PGA oppure entrambi.
- Crema viso idratante con acido ialuronico o poliglutammico.
- Protezione solare SPF50, con protezione UVA.
Sera
- Detersione.
- Milk Toner o essence
- Siero idratante.
- Crema viso idratante.
Acido ialuronico o poliglutammico quale scegliere?
La risposta breve è che non dipende dall’ attivo da solo, ma dalla formula completa. L’acido ialuronico lavora soprattutto come un’aspira-acqua (umettante). Il poliglutammico fa lo stesso, ma crea anche una leggera pellicola protettiva (filmogeno) che aiuta a non far evaporare l’idratazione. In realtà, anche l’acido ialuronico può fare un minimo di film e il poliglutammico cattura molta acqua: i loro ruoli si sovrappongono. Guardare solo la percentuale o la materia prima sulla carta non serve a molto. In breve bisogna sempre guardare la formulazione nel complesso.
Pilling e sensazione appiccicosa: il limite dei troppi strati idratanti
Toner, essence, due sieri, crema e SPF possono lasciare una sensazione appiccicosa o favorire la formazione di piccoli residui durante l’applicazione: il pilling.
Entrambi gli attivi possono trovarsi in formule filmogene. Se compaiono residui, provate a ridurre i passaggi e la quantità dei prodotti precedenti al solare, mantenendo adeguata quella della protezione.
Il pilling non dimostra, da solo, che il siero sia inefficace. Una buona idratazione non dovrebbe essere misurata da quanto prodotto riusciamo a sentire sulla pelle.
Acido ialuronico o poliglutammico: quale sceglierei in base alla pelle
| Esigenza | Da dove partirei |
|---|---|
| Mista o grassa disidratata | Siero leggero con HA oppure HA e PGA. |
| Secca | Formula con umettanti, lipidi ed emollienti. |
| Molto disidratata | Anche HA e PGA insieme, con una crema adeguata. |
| Sensibile | Tollerabilità dell’intera formula, senza preferenze basate sul solo umettante. |
| Matura | Entrambi per idratazione e linee da disidratazione, senza aspettarsi modifiche delle rughe strutturali. |
Riflessioni finali: non sceglierei mai un siero soltanto dal nome dell’attivo
Dopo oltre quindici anni di esperienza come estetista, davanti a una pelle disidratata considero quanto tira dopo la detersione, se è anche secca, quanto sebo produce, cosa viene applicato dopo il siero e come reagisce durante la giornata.
Tra acido ialuronico e poliglutammico cercherei quindi la formulazione più adatta a quella pelle.
Se desiderate un siero leggero e facile da inserire nella routine, l’acido ialuronico rimane una scelta versatile. Se cercate anche un effetto filmogeno e una sensazione di pelle morbida e levigata, il PGA può essere interessante. Quando sono presenti insieme in una formula ben costruita, non c’è ragione di dover scegliere tra i due. Entrambi sono attivi che puntano a idratare la pelle.



